DONNE… I silenzi delle MEMORIE

Ci sono storie che vengono taciute. Storie di donne che dopo la violenza subiscono il silenzio, e lo praticano, perché al silenzio non hanno alternativa.
Donne dilaniate in ogni loro fibra nei campi di sterminio; che a loro volta si trasformano in carnefici, o che scelgono la solidarietà.
Donne combattenti, ma poi umiliate al ritorno dalle battaglie partigiane.
Donne prede di guerra; o bambine che donne ancora non sono ma già vengono date in sposa.
Spose massacrate dai mariti.
Donne che resistono, si ribellano e gridano, che si alleano per costruire la pace.

La Memoria che cura

Come in una tessitura di trama e ordito, la Shoah viene qui intrecciata ad alcuni dei più efferati contesti, spesso “dimenticati”, dell'ultimo secolo: il genocidio degli Armeni, il dramma dei desaparecidos argentini, la strage terroristica alla stazione di Bologna, la violenza di genere consumata nella guerra dei Balcani, le morti sulle rotte della speranza.
Un continuo intreccio di eventi e memoria degli eventi, di vita e ricordo della vita, di miserie e di grandezze.
Un continuo intreccio tra la Shoah e gli altri orrori, tra il dolore della memoria e la sua necessità.
Un continuo intreccio di musica e parole.
Il canto del popolo ebraico massacrato si unisce al canto di tutti i popoli offesi, rivolto a tutte le coscienze.

L’intento è evocare memoria di tragici avvenimenti che hanno macchiato la storia del genere umano, in buona parte non direttamente vissuti dagli spettatori, fissandoli nell’esperienza dei partecipanti tramite emozioni generate dalla musica e dalle parole.
La narrazione si articola sul dialogo tra una dimensione pubblica degli eventi che hanno caratterizzato le varie fasi della Shoah – qui riferita non solo al popolo ebraico ma anche ad altre minoranze – e le riflessioni di testimoni sensibili e attenti.
L'amalgama avviene su tre spazi scenici: evocazione degli eventi storici; narrazione delle vicende e delle riflessioni private; dimensione musicale che, contestualizzata dalla narrazione, diviene protagonista veicolando il sapore sonoro dei contesti umani, e disumani, entro i quali si è consumata la barbarie.
Principali riferimenti storici: 
leggi razziali, Aktion T4, campi di sterminio, genocidio di Rom e Sinti, persecuzione degli omosessuali, processi ai gerarchi nazisti, resistenza non violenta nel territorio modenese, attualizzazioni.